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Caratteri

Fondere caratteri: la forma per fondere a mano

Una volta ottenute le matrici è il momento di produrre i caratteri. Diversamente dagli esperimenti dei suoi predecessori, basati sull’utilizzo di legno o ceramica, Gutenberg si affidò ai metalli anche per questa terzo passaggio di lavorazione. Per procedere è necessario creare una lega apposita composta di piombo, stagno e antimonio, che verrà fusa e fatta colare all’interno della matrice: il processo in atto si definisce “fondita”. Lo strumento utilizzato per bloccare la matrice e garantire una fusione perfetta si definisce “forma” e solitamente è composto da due parti in acciaio, combacianti e intercomunicanti, rivestite con blocchi di legno, materiale usato come isolante per il calore emanato dal metallo fuso. Per chiudere la forma si fanno combaciare le due parti: in questo modo forma e matrice costituiscono uno stampo in cui è colata la lega tipografica, che una volta indurita diventa un carattere recante in rilievo il segno scavato nella forma. Appena uscito dalla forma il carattere presenta la “coda” o “boccame”, ovvero una parte extra che verrà rimossa successivamente.