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Stampati

Storia del manifesto

Facciamoci caso: il termine manifesto rivela la funzione dello stampato: “manifestare”. Nasce in Europa nel XVII secolo, inizialmente come strumento informativo, spesso utilizzato per proclamazioni ufficiali o eventi religiosi. Con l’invenzione della stampa tipografica, si diffuse rapidamente, ma fu nel XIX secolo, con la litografia, che il manifesto assunse la forma moderna: un mezzo visivo capace di combinare testo e immagini. Durante la Belle Époque (fine ‘800), grazie ad artisti come Jules Chéret in Francia, il manifesto divenne un’opera d’arte, legando la pubblicità alla cultura visiva. In questo periodo venne utilizzato principalmente per promuovere spettacoli teatrali, prodotti di consumo e mostre. Nel XX secolo, il manifesto fu influenzato dalle avanguardie artistiche, come il Futurismo in Italia, il Costruttivismo in Russia e il Bauhaus in Germania, che sperimentarono con colori audaci, tipografie innovative e messaggi dinamici. Durante le guerre mondiali, divenne uno strumento di propaganda politica, mentre nel dopoguerra continuò a evolversi come mezzo pubblicitario e artistico. Oggi, il manifesto rimane un simbolo della comunicazione visiva, adattandosi ai contesti culturali e tecnologici contemporanei.